A lavoro abbiamo (suppongo come tutti i luoghi di lavoro) un bagno, tualètt, servizi, chiamatelo come volete. In realtà ce ne sono più di uno, e per accedervi bisogna possedere vari gradi di vippezza dentro di sé, o meglio, fuori di sé, che dentro siamo tutti superstar (o pornostar, per i maschietti). In questa parabola parlerò del bagno più usato, quello di tutti, quello del magazzino, dove vai quando devi bere d'estate (dal rubinetto, che noi non usiamo mica le bottigliette che inquinano e costano, e l'acqua del sindaco da noi è più che buona), quando devi fare una veloce pisciatina (un filino per le femminucce, un idrante per i maschietti), soffiarti il naso con la carta igienica (un po' vetrata per la verità: vedi dei nasi rossi in inverno che neanche i sette nani!), lavarti le mani impolverate, o per la famigerata, temuta, terribile quinta opzione: la cagata fulminante!!!
Io ogni mattina verso le 12 vado in pausa. Finita quest'ultima mi vado a svuotare la vescica nell'unico bagno maschile disponibile (che uno è fuori uso da quando lavoro lì, tipo l'ascensore di Big bang Theory), e qui nasce il post di oggi, che mi ha fatto addirittura venire l'idea di aprire un blog per descrivere la situazione, perché pensarla è poco, raccontarla agli amici non basta: lo deve sapere il mondo intero!
Il fatto è che io per regola/limite mio personale non faccio mai la pupù in un luogo che non sia casa mia. Tre anni fa andai a Parigi per 4 giorni e non cagai MAI. Trattenni tutti i miei croissant, le mie crepes, i miei succhi di frutta esotici per ben 4 giorni (poi esplosi in aereo, che il tizio entrato dopo di me andò perfino a lamentarsi con l'hostess, ma ormai ero già scappato al mio posto e mescolato alla folla...) ed un'altra volta a lavoro mi scappava così forte che mi presi mezz'ora di pausa per andare a casa mia a farla. Perché anche solo l'idea che qualcuno veda la mia caccona shpalmata sulla ceramica mi disgusta. Non che sia uno spalmatore di cacca sulla ceramica, però legge di Murphy vuole che l'unica volta in vita tua che fai la cacca esplosiva/spray/appiccicosa/indelebile sarà l'unica volta che non sarai a casa tua e non avrai i mezzi per nasconderla civilmente e ripulire il luogo del disastro... E ovviamente nel momento in cui uscirai con aria colpevole e sguardo basso dal bagno, troverai la donna delle pulizie lì davanti alla porta che stava per entrare a fare le pulizie, e non riuscirai più a guardarla in faccia, a lavorarci assieme, dovrai cambiare lavoro ed andare in un posto con lo spazzolone o il cesso all'aperto, e alla fine schiacciato dal peso di quest'onta ti dovrai suicidare (dopo aver espletato il bisogno, non sia mai che il medico dell'autopsia ti trovi la focaccia nelle mutande: ti toccherebbe reincarnarti ed ucciderlo perché non lo racconti a nessuno!).
Beh, evidentemente qualcuno (fortunatamente, dirà qualcuno di voi sani di mente, ma aspettate a leggere...) non condivide con me questa "timidezza fecale", anzi, probabilmente la mamma da piccolo gli deve aver detto "bravo" ogni volta che cagava nel vasino, o forse addirittura a casa sua hanno ancora il vasino, e dopo aver evacuato probabilmente le espongono all'entrata di casa, lungo il corridoio. Magari danno loro dei nomi simpatici a seconda della consistenza, dell'odore o della forma dello stronzo ("cara, ti ricordi quando feci Dumba? Emorroidi per un mese...", "Mamma, mamma, oggi fai gli spinaci così posso bissare il record di "Carla Verdona?", "Cari genitori, da oggi non sono più figlio unico, perché ho fatto una pizza di 3 Kg e l'ho chiamata "La Bestia". E quando l'ho chiamata mi ha pure risposto!". Potrei continuare con le frasi ma mi è venuto uno stimolo!), comunque, dicevo, questa persona non si fa nessun problema, e quasi ogni giorno lascia spalmata sulla ceramica o una strisciata marrone dove si dovrebbero mettere le scarpe, un pezzo di carta igienica che arriva fin quasi alla porta, un simpatico pezzo di stronzo sull'orlo della turca, oppure come oggi... [deglutisce tremando al ricordo]... oppure... [non riesce a dirlo come travolto da un brutto ricordo che lo paralizza]... oppure... [sente ancora le urla della gente che scappa impaurita mentre il mostro distrugge la città. No, mi sa che ho fatto un esempio sbagliato]... Oppure, come stamattina, posseduto dallo spirito di Hiroshima, Nagasaki, Mururoa e di tutta la Corea del Nord, sgancia una granata esplosiva che si frantuma in cento schegge impazzite che vanno ad imprimersi indelebilmente E sulla parete del bagno, E nella mia mente. Ho ancora la retina marrone/nera...
La cosa che mi sconvolge, e la ragione per cui indirrò un referendum da proporre ai maggiori partiti politici (altro che "economia" e "lavoro" e "diritti civili": "lammerda"!), è che questo potrebbe farla tranquillamente a casa sua ed evitare la figuraccia, evitare di fare la figura del maiale, evitare di rovinare per sempre l'esistenza dei testimoni, che non potranno più fare la cacca tranquilli, temendo di provocare una cosa del genere...
Me lo immagino, come una spia in un film degli anni '30, introdursi silenziosamente in bagno, guardandosi intorno per vedere se ci sono testimoni, chiudersi silenziosamente nel cesso numero 2, fare quel che fa (magari emettendo versi disumani, o cercando di soffocarli per non farsi scoprire), aspettare prima di uscire per sentire se c'è qualcuno nei bagni a fianco, e poi uscire di corsa (senza lavarsi, ovviamente, altrimenti lo scoprirebbero) sicuro di averla sfangata (e l'ha sfangata eccome!) anche questa volta... Magari a casa lo racconta a tutti, magari ha scritto un libro, o ha anche lui aperto un blog per raccontare le sue opere (magari sono io, tiè! No, scherzo, ci tengo alla mia reputazione di "cagatore seriale solitario a casa mia), magari ha una malattia ed io sono un mostro che sto qui a prenderlo in giro, magari soffre come un cane e l'unico momento di sollievo è quando caga (In un luogo pubblico. Spalmandola dappertutto. Non curandosi di chi verrà dopo di lui. No, no, sei una merda tanto quanto quella che produci quotidianamente in un luogo pubblico), magari semplicemente è un maleducato egoista, magari è una donna che per non essere beccata la fa nel bagno dei maschi, sta di fatto, caro il mio Cagatore Sconosciuto, che uno di questi giorni ti beccherò! E chiamerò la donna delle pulizie. E giustizia sarà fatta...
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